Memorie di un Portieredinotte

Regola I: prendi le chiavi, sali in camera e non spaccare i coglioni.------------------------------- Regola II: non cercare calore umano da me. Non sono tuo amico, sono qui solo per darti le chiavi, al massimo ti metto la sveglia.---------------------------------------------------------------------- Regola III: il bar è chiuso, i cappuccini non li so fare.
21/08/2008

I ritornanti... o del fatto che forse ho un cliente zombie

Cazzeggiavo allegramente durante questa piacevole nottata di fine estate, quando odo dei rumori.
L'orario è inconsueto, eppure scende un uomo dal primo piano. Un signore sui 40 anni. Alto.
Con il viso di chi si è svegliato dopo 14 anni di coma.
O forse come un morto che, a causa di un virus impazzito, torna a vivere e non ne capisce il motivo, ma deve ingurgitare cervelli. Umani.
L'ometto giunge di fronte alla mia scrivania e, con viso stupefatto e un filo di voce, esclama
"Mi sono già svegliato...!". Io lo osservo come si osservano quelle persone che non sai che cazzo stanno per fare, complici della loro ebbrezza mentale e lui mi domanda con infantile purezza "Quante sono le ore?"
.
Cazzo, sì ma cioè... tipo è una domanda filosofica? O che magari è un indovinello? Boh...
Credo di aver indovinato quando gli ho indicato l'orologio a muro in alto a destra e gli ho detto che erano le 5 del mattino.
Con il suo sguardo da "... cosa diavolo è successo al mio corpo? Ma ho dei superpoteri! Che strana sensazione" mi fissa ancora e mi chiede un caffè.
Lo beve.
Se ne va.
Se non torna fa lo stesso. Ha già pagato.

... chissà quante sono le ore. E chissà dove vanno le oche quando è inverno ed il lago è ghiacciato.

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14/08/2008

Sgraditi ritorni... o della quiete prima della tempesta(?)

Siamo ormai a un passo dal Ferragosto e le cose sembrano non precipitare. Durerà? Probabilmente no.
Prima ho avuto una visita inaspettata. Forse un ritorno.
Qualche mese fa venne a trifolarmi le palle
questo individuo.
Stasera, dopo che ho già rispedito al mittente svariate richieste, il suddetto ominide torna (o qualcuno molto simile).
Varca la porta un ragazzo sulla trentina, orgoglioso emanatore di puzzo d'alcool, e mi fa
"C'è una doppia per stanotte?"
e con le dita fa il gesto della vittoria.
Sarà stato l'odore, lo sguardo assente, magari la maglietta tirata su fin sotto i pettorali che mostrava una pancetta patetica, o forse la mia poca cordialità; sta di fatto che gli ho negato la stanza. Lui è stato molto comprensivo, aggiungendo che se l'aspettava in questo periodo, e che aveva fatto il gesto delle due dita da fuori alla porta proprio per questo.
Io non ne seguo l'ebbra logica e, con il sorriso sulle labbra, gli dico che forse al mare qualche stanza libera la trova. Lui mi ferma e dice che un posto da dormire a marina ce l'ha, solo che non ha voglia di arrivarci.
Qualcosa mi fa pensare che mi sono evitato un problema.
Qualcosa mi fa pensare che era lo stesso di qualche mese fa.

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07/08/2008

La Romania in UE... o della pochissima simpatia

Ogni mia notte di lavoro inizia con l'espletare alcuni riti; firmare la presenza, orinare copiosamente, mettere le chiavi nel cassetto...
Poi inizio a controllare chi sono gli avventori dell'hotel. Ispeziono se il cliente è già in camera, se è fuori, quanta gente occupa la stanza, scruto i loro dati anagrafici e mi faccio una idea su chi potrebbe creare problemi e chi no.
Non sempre questa procedura è lineare e veloce, vuoi perchè sono impegnato, vuoi perchè me la prendo comoda.
Stasera, poco dopo il mio arrivo, vedo un ragazzo che indugia alla porta e una ragazza bionda ed appariscente che entra e mi chiede la chiave. Poteva sembrare l'atteggiamento di chi prende una camera singola e poi torna con un'amica per consumare una piacevole nottata. Come di consueto chiedo allora conferma del cognome della signorina e lei, squisitissima, risponde
"Sì, perchè? Non ti ispiro fiducia?" e, seppur mentendo, le rispondo "No, ci mancherebbe altro..." e passo a servire il ragazzo che ora era entrato e mi chiedeva la sua chiave. La giovane, una rumena dal viso malizioso, ribatte sempre più piacevolmente con "Ah, ma se ti ispiravo fiducia non mi chiedevi il nome"
, ma io lascio stare e continuo il mio lavoro.
Mentre il ragazzo entra nell'ascensore sento la bionda che gli dice
"Ciao, tutto bene?"
e allora mi metto il cuore in pace pensando sia solo una ragazza che ha voglia di trovar da dire e, chissamai, voglia di cazzo.
Passano alcuni minuti e riscende:

Rumena: "Tralasciando il fatto che controlli il mio nome, come mai il mio cellulare non si carica se lo attacco alla presa?" tralasciando che non sono un elettricista, se in Zingaronia ti hanno insegnato che facendo la stronza si ottengono aiuti, qua le cose funzionano diversamente
Io:
"Non so, forse la presa è difettosa. Mi dia il cellulare col caricatore che provo qua"
e mentre provo, lei vede che la sua scheda sul software gestionale è aperta e mi chiede il perchè, stizzita
R.:
"Come mai c'è il mio nome? Cosa guardi?"
guardo da dove vieni, troia
Io:
"Come le ho detto prima, controllo che non ci siano incongruenze nel registro" sempre che tu sappia cosa sia una incongruenza, "comunque qua il cellulare si accende ma dice che non è possibile ricaricare. Deve essere un problema del telefono"
e scavati dai maroni
R.:
"Ah ma è il caricatore Dolce e Gabbana..."
farfuglia
Io:
"Provo a cercare se trovo un caricatore compatibile col suo apparecchio" le dico, sperando che l'equazione fai un gesto cortese (anche se non lo porti a termine) = ripago la tua cortesia non rompendoti più i coglioni sia valida, quando entrano due coppie di amanti occasionali.

Come supponevo, non trovo la mucchia di caricatori persi dai clienti che raccattiamo dalle camere e, fiducioso nel mio obiettivo, le dico che, purtroppo, non posso aiutarla, e mi metto a servire gli altri 4 clienti.
Una volta date le chiavi e presi i documenti, la rumena incalza ancora:

Rumena: "Pff... cos'è? Date via le camere anche così?"
Io: "Eh sì, se hai i soldi e un documento valido, ti becchi una camera. Incredibile eh?"
R.: "Siete come l'hotel Taldeitali? Si vede da qua che gente è quella..."
Io: "Gente che ha i soldi e i documenti. Mica posso dire loro di no. Cosa c'è di male?"
e qui, in realtà. sono falso come Giuda, ma tant'è
R.:
"Ehh... e se poi arriva un controllino?"
fa lei maliziosa, come solo colei che ne sa una più del Diavolo può fare
Io:
"Un controllo di chi? I documenti li prendo apposta, che controllino pure"
R.: "A me chiedi il nome e a loro nemmeno li hai registrati... lo so io..."
beh, visto che sono passati 40 secondi e tu me li stai riempiendo di puttanate, è ovvio che non li ho ancora registrati. Perdo tempo ad ascoltarti...
Io:
"Pensa che i documenti servono proprio a quello; mica li chiedo tanto per fare..."

La spiacevole chiacchierata termina quando lei mi chiede una camomilla. Gliela preparo e me ne torno alla scrivania. Dopo un minuto lei va verso l'ascensore, mi dice di segnargliela nella camera e sale. Vado al bar per pulire e trovo la camomilla ancora lì.
Forse non aveva voglia che si raffreddasse. Forse aveva solo voglia di spaccare i maroni. Che bella persona.

postato da Tyler80 alle ore 02:24 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
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05/08/2008

L'efficiente norvegese... o delle ricevute scazzate

Antefatto-----

Qualche giorno fa, al mio arrivo, venni avvertito che il Padrone cum canis aveva sbagliato ad emettere una ricevuta e, per rimediare, l'aveva riemessa e poi aveva portato indietro il numeratore del documento fiscale (sia il numero della stampata che quello del foglio cartaceo devono essere in fila, altrimenti sono cazzi). A quel punto mi era stato detto di emettere una ricevuta (la prima che mi fosse capitata) col numero di quella sbagliata, così da rimpiazzarla, e poi di portare avanti la numerazione per rimettere a posto la successione.
Ovviamente la spiegazione era errata, ma alla fine il mio buonsenso mi aveva aiutato a scegliere il metodo giusto.
Al mattino venne a darmi il cambio il Padrone sine canis (in primis mio amico da alcuni anni, durante i quali mai l'ho visto alterato) e, appena gli dissi del problema, iniziò ad incazzarsi ed innervosirsi, dicendomi che Padrone cum canis non ne capisce un cazzo di 'ste cose fiscali e che, in casi simili, lui va assolutamente contattato perchè, in caso di errori, sono soldini da pagare. Ero un po' intimorito per il fatto che, non avendolo mai visto incazzato, non sapevo come avrebbe potuto reagire. Il mio errore era stato quello di non averlo interpellato pur sapendo che l'altro padrone è un pasticcione ed effettivamente aveva ragione. Comunque il mio procedimento per la risoluzione del problema si era rivelato esatto e quindi era finito tutto a tarallucci e vino.

Stasera-----

Arrivo un po' malconcio dalla partita di calcio pre-lavorativa e già la donna norvegese che precede il mio turno mi avverte che devo aiutarla a risolvere un problema.
Mi prodigo subito a darle una mano, previa spiegazione del misfatto.
Aveva sminchionato una ricevuta.
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!
Lei è evidentemente agitata e io le dico subito che sarebbe meglio chiamare il Padrone sine canis. Lei non ci sta, non vuole che si incazzi con lei e mi illustra la soluzione.
Che non coincide col chiamare il Padrone sine canis.
Il suo errore è stato quello di stampare una ricevuta su un foglio per la registrazione del cliente. Accortasi dell'errore, l'aveva ristampata ma il numero progressivo era avanzato di uno. Allora, scaltra come una faina, aveva pensato di fare uscire immediatamente una nuova ricevuta di un cliente che giustappunto era andato a pagare ma, invece di stampare un documento fiscale col numero di quello precedentemente saltato, per un errore di utilizzo di questo merdoso software gestionale aveva ristampato nuovamente una ricevuta con lo stesso numero di prima.
Compreso il suo errore, le dico che chiamo, perchè altrimenti poi il capo si incazza per davvero.
Ma lei ha una idea.
Ho avuto le stesse sensazioni di quando un bambino più grande del tuo gruppo vuole fare una marachella, tu sei più piccolo ma ti rendi conto della cazzata, eppure non puoi fermarlo, perchè lui è indiscutibilmente più grande.
Decide così di prendere l'ultima ricevuta, annullarla con un metodo che secondo lei è valido indicandovi sopra che il foglio è stato sotituito con un altro, e mi dice che ristamperò ancora il conto di quel cliente, questa volta con numero giusto. Infine riporterò la numerazione progressiva all'attuale cifra e tutto sarà a posto. Nessuno si farà male. Non chiamiamo il capo che non vogliamo farlo incazzare.
Grazie a Dio se ne va.
Chiamo subito il Padrone sine canis che inizia a esprimere tutta la sua amarezza verso la scandinava, così efficiente quanto a volte creativa.
"Ma perchè ogni tanto le vengono queste idee di merda? Perchè cerca queste soluzioni creative del cazzo? Spiegami tutto"
e io spiego.
Alla fine conterà ben 5 errori madornali compiuti dalla sottoposta nella sua assurda via per la redenzione.

Queste situazioni difficili non mi rendono felice, sopratutto quando con 30 gradi addosso inizi a sentirti tutti i vestiti appiccicati al culo. Ma almeno non sono il capo che a mezzanotte viene infastidito e messo alle strette per salvare la baracca poche ore prima che la sua sveglia suoni.

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02/08/2008

Ha riaperto il night club... o della bella gente

"Luglio col bene che ti voglio vedrai non finirà..."

E invece il tranquillo mese estivo se n'è andato. Agosto, come spesso accade, ne ha preso il posto portandomi in dono la riapertura del night.

Appena arrivato giunge la prima coppia: lui un vecchio dal viso amaro, lei una rumena spesso cliente. Prima di tutto lei, sottovoce, mi chiede un preservativo. Beh, una cosa nuova. Nel portafoglio ne ho uno, solo che sarà lì da 2 o 3 anni. Vuoi per un motivo, vuoi per un altro, ho sempre fatto senza di quel preciso esemplare di lattice e, oramai, mi ci sono affezionato e abituato a vederlo là dentro. Quindi quello non lo do. So però dove il Padrone cum canis ne tiene alcuni dei suoi, ma siccome sono extralarge e siccome il vecchio burbero non mi pare all'altezza, non li menziono. Insomma, non le do un bel niente.
La seconda domanda è se c'è la camera. Annuisco e chiedo la solita somma. Il vecchio mi guarda come per dire "Seeeeeeeeeeee, ma stai buono dai" e dice che non gli va bene; sbatte 50 euro in faccia alla povera ragazza e se ne vanno. Bonjour finesse!
Dopo un paio di giri di lancetta, tornano. Il rimbambito sgancia i soldini e allora chiedo i documenti.
Riparte con la faccia di quello che non si fa fregare:
"Seeeeeeee, ma che documento?! No, no, me ne vado". Stavolta sono costretto a sbattere io sulla sua faccia di merda i soldi e dirgli, per cortesia, di non farmi perdere altro tempo.

Un'altra rumena arriva. La sua sarà una serata piacevole dove metterà a segno una doppietta.

Sul tardi torna invece la prima ragazza. Decisamente una brutta nottata la sua. Si presenta con un incrocio tra il rag. Ugo Fantozzi e quel personaggio strano che interpretava il comico emiliano Vito. Occhiali tondi, sguardo basso, umile e timido, pantaloni ascellari e canotta bianca ben in vista sotto la camicia. Il tipico elemento che, se lo prendi per il culo, sei proprio stronzo. Infatti.

Ancora più tardi torna uno dei miei clienti più cari, che chiamerò Hank Scorpion. Il giovane rampante sammarinese giungeva sempre qua sul tardi, faceva capolino dalla porta e, col sorriso sulle labbra, esclamava "Dì, c'hai una camera? Sì? Allora vado un attimo qua dietro e torno subito!". Per lungo tempo non ho avuto modo di vedere questo peperino, ma stanotte è tornato più baldanzoso che mai.

Dulcis in fundo è appena arrivato un ragazzone, che però non centra nulla col mignottame. Era entrato, aveva chiesto una camera singola e, sentitone il prezzo, aveva ringraziato amaramente e se ne era andato. Strano, in quanto gli avevo comunicato il prezzo più basso che abbiamo. Dopo poco torna e mi dice che prende la camera in quanto è troppo stanco, ma mi prega di fare un po' di sconto e mi dice la cifra che vorrebbe pagare.
Il doppio di quello che gli avevo detto io.
Sulla mia spalla è spuntato il mio alter ego con corna e forcone che suggerisce "Sì, digli che va bene! Dai cazzo, così fai la figura del magnanimo e ti prendi la differenza tra quello che ti dà e la vera tariffa". A quel punto, incredibilmente, spunta il mio alter ego con aureola e mantello rosso (?) e mi dice "No, fai la faccia stupita e poi digli che aveva capito male, ma proprio malissimo". E così è stato.
Da quel momento, preannunciandomi che non mi avrebbe più voluto disturbare dopo la buona novella, mi ha: raccontato cosa farà domani, quando si alzerà, la doccia, l'orario di uscita, dove ha parcheggiato (ovviamente dove non si può), dove la metterà (dentro il garage nostro), richiesto la sveglia, richiesto di riaprire il garage perchè si era dimenticato qualcosa. Tutto ciò un minuto dopo che avevo aperto il mio cazzo di fottutissimo jogurt, simbolo inequivocabile della fine della mia voglia di lavorare.
Grazie alter ego cum aureola e mantellina. Fottiti.

postato da Tyler80 alle ore 06:14 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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Blogger: Tyler80
Nome: Helter Skelter
Giro di notte cone le anime perse... non è vero, però di notte lavoro e nell'albergo qualche anima persa arriva...


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